Romanziere ungherese. Convinto e ardente nazionalista, si servì del
romanzo come mezzo di propaganda delle sue idee. Preferì pertanto il
romanzo storico che trattò secondo gli schemi del suo maestro Walter
Scott, eccellendo in descrizioni particolareggiate e nel disegno dei personaggi;
la critica, tuttavia, gli rimprovera una certa superficialità. Tra le
opere:
L'ultimo dei Bathory, I Boemi nell'Ungheria, Le sei ragazze
Uderszky (Torda, Transilvania 1794 - Dresda 1865).